Giancarlo e Katia Sposi

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lunedì 4 giugno 2012

Volterra


Porta S. Francesco

Volterra è un comune italiano di 11.042 abitanti della provincia di Pisa. La città, celebre per l'estrazione e la lavorazione dell'alabastro, conserva un notevole centro storico di origine etrusca (di questa epoca rimane la Porta all'Arco, magnificamente conservata e la Porta Diana, che conserva i blocchi degli stipiti) con rovine romane ed edifici medievali come la Cattedrale ed il Palazzo dei Priori sull'omonima piazza, il centro nevralgico dell'abitato. Il nome è ovviamente d'origine etrusca ed in seguito adattato al latino volaterrae. Velathri (antica denominazione etrusca dell'attuale Volterra) faceva parte della confederazione etrusca, detta dodecapoli etrusca o lucumonie. Il re (e gran sacerdote) era detto luchmon (lucumone). La città di Volterra e il suo splendido circondario sono, probabilmente, in Toscana, una delle realtà più diversificate e ricche di attrazioni. L'indiscutibile tradizione storica si unisce alla splendida natura che offre, dalla morfologia, alla vegetazione, alla fauna, un patrimonio davvero imponente. A Volterra la storia ha lasciato il suo segno con continuità dal periodo etrusco fino all'ottocento, con testimonianze artistiche e monumentali di grandissimo rilievo, che possono essere ammirate semplicemente passeggiando per le vie del centro storico, ma anche visitando i musei cittadini: il Museo Etrusco, la Pinacoteca Civica, il Museo d'Arte Sacra, l'Ecomuseo dell'Alabastro.
http://it.wikipedia.org/wiki/Volterra

La porta dell'Arco

Volterra







Il duomo di Volterra

Volterra e l'alabastro

Volterra è una città d'arte della Toscana, unica ed irripetibile, dove lo stesso paesaggio così mutevole nell'alternarsi delle stagioni contribuisce ad esaltare l'alone di mistero, di solitudine e di romantica tristezza che la pervade. E' una città di pietra, perché di pietra sono le strade, di pietra sono le sue torri e i suoi palazzi e di pietra sono le sue mura austere. Tutto è fatto di una pietra giallo-grigia, il panchino, da cui spesso affiorano conchiglie di rara bellezza. E di pietra, d'alabastro, è anche il suo artigianato. La provenienza del nome "alabastro" è certamente egizia e forse deriva dalla città di Alabastron, celebre anticamente per la fabbricazione di vasetti e di anfore destinati a conservare i profumi. Esistono due varietà d'alabastro: l'alabastro orientale (carbonato di calcio) e quello gessoso (solfato di calcio idrato).







Volterra e l'alabastro










domenica 3 giugno 2012

Centrale Geotermica a Larderello

Larderello è una frazione del comune di Pomarance, in provincia di Pisa, sulle Colline Metallifere a 390 metri di altitudine. Il paese conta 850 abitanti ed è in parte proprietà dell'ENEL. Larderello produce il 10% dell'energia geotermica mondiale, con un ammontare di 4800 GWh annui, dando energia ad un milione di case italiane Si trova al centro della cosiddetta "Valle del diavolo", così chiamata a causa del suo paesaggio caratterizzato dalla presenza di soffioni boraciferi con le caratteristiche colonne di vapori bianchi (già noti all'epoca di Dante Alighieri e a lui ispiratrici dei paesaggi de "l'Inferno"), di gigantesche torri evaporative (ora non più in uso) e di una rete di condutture esterne per il vapore geotermico provenienti dai vari pozzi. Il paese prende nome da François Jacques de Larderel, industriale di origine francese che intorno al 1827 perfezionò l'estrazione dell'acido borico dai fanghi dei cosiddetti "lagoni", già iniziata con metodi poco efficienti nel 1818. Fu il processo di disboscamento innescato dall'utilizzo crescente di legna a indurre de Larderel a sfruttare direttamente il vapore naturale allo scopo di far evaporare l'acqua per ricavarne l'acido borico.





Il soffione turistico di Larderello

Il soffione turistico
Si tratta di un soffione dimostrativo, perforato nel 1956 fino alla profondità di 740 metri. Quando viene aperto si libera un'altissima colonna di vapore con un assordante sibilo di 150 decibel, facendo rimanere affascinati di fronte alla potenza della natura ed all'energia che si nasconde nel sottosuolo. Basti pensare che la portata di questo soffione è di sole 15 tonnellate di vapore all'ora, mentre i soffioni più grossi che si aggirano attorno alle 350 tonnellate all'ora.







Museo della Geotermia



Autoscatto



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