Giancarlo e Katia Sposi

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mercoledì 18 marzo 2020

La Vampa di San Giuseppe

Una antica tradizione che risale al medio evo, è la "vampa", diffusa in molte città siciliane, e consiste nella realizzazione di grandi cataste e vecchi oggetti di legno, in diverse zone della città alle quali si da fuoco. Le persone e i bambini festosi accanto al fuoco che gridano "Viva San Giuseppe" e precedono la festa del 19 marzo. Infatti le vampe si svolgono nell'ora vespertina del 18 marzo a metà tra il sacro e profano, il rito del fuoco è una forma di purificazione, utilizzata nel mondo contadino. Precede l'arrivo della primavera e il significato religioso è l'auspicio che San Giuseppe, Padre della Provvidenza, porti prosperità e abbondanza. Oggi in questo momento particolare e per l'ordinanza del DPCM, sicuramente non si faranno, ed era già qualche anno che questo rituale veniva messo da parte se non in alcuni quartieri di antiche tradizioni, e quindi voglio riproporre un post di qualche tempo fà, circa venti anni ripreso con pellicola a Bagheria dove il patrono della città è proprio San Giuseppe. Una tradizione che coinvolgeva tutta la città con il patrocinio del comune e alla presenza del Sindaco.
 








martedì 17 marzo 2020

S.Elia

Sant'Elia situata nel contorno del promontorio di Capo Zafferano, è un piccolo borgo marinaro in prossimità di Porticello, frazione di S.Flavia, vicinissima a Palermo in Sicilia. Nota già dal 1600 per la pesca del tonno, insieme alla tonnara di Solanto, Sant'Elia è nota per la piccola spiaggetta che crea una conca lambita dal mare, affascinante sia di giorno che di notte. Nelle vicinanze si trova anche la famosa casetta bianca circondata dal mare, con una struttura semplice come un disegno fatto da un bambino. Venuta alla ribalta anche per una serie televisiva soap opera di rai 3 "Agro dolce" qualche anno fa. Un piccolo gioiello che caratterizza la bellezza della  costa siciliana, fino ad arrivare a Palermo.

La spiaggetta



Il piccolo borgo
 
La casetta bianca
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sabato 14 marzo 2020

Preghiera


Si fà sera


Verde giallo


Fonti luminose


Antica masseria


La leggenda dell'arancio

L'albero dell'arancio viveva in un'isola meravigliosa, una terra circondata da un mare limpido e azzurro, dove il sole spesso risplendeva anche in inverno e non faceva mai freddo. L'arancio era sempre ricoperto di foglie verdi e lucide. A primavera sugli altri alberi spuntarono piccoli fiori che in estate si trasformarono in frutti saporiti. Quando arrivò l'autunno le loro foglie ingiallirono e iniziarono a cadere. In inverno i loro rami rimasero nudi e tristi, l'arancio invece aveva sempre tutte le foglie e si chiedeva timoroso il perchè di quella stranezza. Avrebbe voluto offrire qualcosa ai bambini che ogni giorno giocavano nel prato e ogni mattina sperava di veder spuntare almeno un piccolo frutto. Alcuni uomini osservarono le sue foglie e aspettavano che su quell'albero tutto verde nascessero i frutti. Una notte, mentre tutti dormivano, le stelle del cielo lasciarono cadere una polverina leggera e lucente che si posò sui rami del povero albero. Passarono pochi giorni e spuntarono tanti fiorellini bianchi e profumati che i raggi del sole trasformarono in frutti. Erano le arance quei frutti quasi rotondi con il colore del sole, piacquero moltissimo ai bambini che non avevano mai assaggiato niente di simile. L'albero strano era felice e diceva tra se: ho aspettato tanto ma ne è valsa la pena! (Trovata sul web)

foto dal web



giovedì 12 marzo 2020

Cabaret


Il sottoscritto, con il cantastorie cabarettista siciliano Salvo Piparo (foto Giusina Perna)

Declino dell'essere


Una delle mie prime opere giovanile del 1973

mercoledì 11 marzo 2020

10 Downing Street


Residenza inglese ad Alberobello?

Mistero


martedì 10 marzo 2020

Tempo di quaresima



EMERGENZA COVID-1919


Atteniamoci a queste norme, almeno per non creare ulteriore caos, e presto ne saremo fuori. #IORESTOACASA

domenica 8 marzo 2020

Preghiera

Oh Santissima Matri Divina, 
ca di lu celu e terra siti la Riggina,
c'è stu mali ca cammina,
ncatinatilu cu la vostra catina.
Mannatilu luntanu, luntanu,
e cu li vostri manu forti,
chiuditici li porti,
lu vostru mantu ni cunsola,
nuatri intra e stu mali fora!

Traduzione

Oh Santissima Madre Divina,
che del cielo e terra sei la Regina,
c'è questo male che cammina,
incatenatelo con la vostra catena.
Mandatelo lontano lontano,
e con le vostre mani forti,
chiudeteci le porte,
il vostro mantello ci consola,
noi dentro e questo male fuori.

8 marzo festa delle donne


8 marzo tutti i giorni

domenica 1 marzo 2020

In fondo al sentiero, silente, si attende il sole per riscaldare il cuore ancora infreddolito dalla neve

domenica 23 febbraio 2020

Comunicato

Il virus come era inevitabile è arrivato anche qui da noi, principalmente in Lombardia e Veneto i focolari maggiori, anche se non si deve creare allarmismo, il problema è reale, ed il Ministero della Salute ha diffuso questo decalogo da seguire scrupolosamente, valeva anche per le influenze normali, figuriamoci adesso.


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sabato 22 febbraio 2020

Mostra Fotografica di Pietro Longo

Continuano con successo le mostre fotografiche dei soci U.I.F. (Unione Italiana Fotoamatori ) alla sala Di Cristina nel centro storico di Palermo. Per restare nel clima carnevalesco di questi giorni, Pietro Longo, con le sue foto ci fa vedere alcuni carnevali di varie località della Sicilia.







La mostra resterà aperta per il periodo di Carnevale, e si concluderà con il martedì grasso. Grazie Pietro di questa tua raccolta di tradizioni in giro per la Sicilia.

domenica 16 febbraio 2020

Il professore Schirò

Un mio carissimo e giovanissimo amico, Stefano Schirò, professore di storia dell'arte, originario di Piana degli Albanesi in prov. di Palermo, oltre a essere uno storico e studioso dell'arte, è anche un bravo poeta e scrittore, non a caso un suo libro ultimamente, fa parte della biblioteca del Louvre a Parigi. L'eclettico artista qui sotto ritratto, è un vulcano di iniziative culturali e la sua ricerca costante, lo ha portato alla scoperta di un dipinto conservato nel collegio di Maria a Piana degli Albanesi, il SS. Cuore di Gesù, un olio su tela del 1905 dipinto dai coniugi Almeyda.


Il risultato della ricerca è un libro presentato nella piccola cittadina con la prefazione dell'unico nipote Mario Damiani Almeyda e posfazione del critico d'arte Aldo Gerbino, e raccontato dal prof. Schirò. Suoi articoli scientifici si possono trovare al sito https://independent.academia.edu/StefanoDelonLoren 
 Nel 2018 ha pubblicato un volume di poesie dal titolo "Brezi" edizioni 500g, oltre a svariati articoli di storia dell'arte.


Ha partecipato anche al TGR Sicilia  su Rai 3 direttamente dalla redazione di Catania, dove il professore insegna, facendo sfoggio di tutta la sua preparazione.





Caro Stefano ti auguro di continuare sempre nella tua passione  professionale che sicuramente ti porterà ad ottenere altri riconoscimenti che meriti, così da poter dire: "quello è amico mio".



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