Giancarlo e Katia Sposi

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martedì 13 luglio 2010

Reportage Sicilia Savoca ( Prov. di Messina )

Savoca

Sorge a 300 mt. di quota su un colle bivertice che si affaccia sul mare Jonio, a 36 Km da Messina, tra il torrente Savoca e la fiumara d'Agrò. Savoca fu fondata nel 1139 da Ruggero II, che con questo centro abitato riunì gli antichi villaggi saraceni. Si ritiene che, molto prima dell'anno 1000, questi luoghi erano abitati dai Pentefur, una comunità di origine sconosciuta che si insediò nel quartiere che ancora conserva il loro nome. Pare che l'origine del nome di Savoca derivi dalla pianta di sambuco (in dialetto: "Savucu"). L'abitato si sviluppò intorno alla "Rocca dei Pentefur", sulla cui sommità sono ancora ben visibili i resti del Castello Saraceno. Nel medioevo Savoca era una vera e propria città, con un castello, un'ampia cinta muraria, uffici amministrativi e giudiziari e 2 porte, delle quali quella di accesso esiste tutt'oggi.

Reportage Sicilia



Chiesa dei Cappuccini

Convento dei RR. PP. Cappuccini
Risale al XV secolo ma fu restaurata dai Gesuiti nell'anno 1735. Il "percorso" inizia dal Convento dei Cappuccini e si snoda per le vie del centro storico fino a giungere sulla sommità del monte Calvario dove si trova ubicata la chiesa dedicata alla "Beata Vergine dei sette dolori e della Santa Croce". Caratteristiche della via crucis sono "le stazioni", parzialmente scavate nella roccia. L’intero percorso e la Chiesa sono state di recente oggetto di un restauro totale. Il percorso, particolarmente suggestivo, annualmente è teatro della rappresentazione vivente della “ Passione di Cristo”.

Antico quartiere

Reportage Sicilia


Chiesa di San Nicolò

I più antichi documenti la datano all'inizio del sec. XIII. Rimane poco del suo aspetto originario essendosi accavallati, durante il corso dei tempi, restauri e rifacimenti. Ha l’ aspetto di una fortezza che domina la sottostante vallata. E' impropriamente detta Chiesa di S. Lucia, perchè qui è stata trasferita la statua della Santa dopo il crollo della vera Chiesa ad essa dedicata.
L'edificio, a tre navate, contiene importanti altari in marmi policromi del periodo barocco riccamente lavorati e diverse "vare" sulle quali sono poggiate sculture lignee di Santi. Lungo la navata centrale sono stati realizzati dipinti su legno raffiguranti episodi biblici. Sull'altare maggiore alcuni dipinti su tela raffigurano S. Lucia e il suo martirio. Interessanti sono anche le riproduzioni in terracotta delle stazioni della Via Crucis.

Reportage Sicilia



Chiesa di San Michele

I più antichi documenti la datano all'inizio del sec. XIV. Nel 1308, infatti, vi officiavano dei cappellani greci (Savoca era terra appartenete all'archimandrita). E' presumibile che la Chiesa, sotto forme architettoniche diverse, esistesse già al tempo dei Normanni. Era questa la Chiesa del Castello. Sul prospetto spiccano due bellissimi portali in stile gotico-siculo con archi in pietra arenaria. L'interno, ad unica navata, parzialmente rifatto in stile barocco, contiene opere d'arte di grande valore, tombe gentilizie, altari con colonne tortili e stucchi secenteschi, oltre a parecchi affreschi di notevole fattura che adornano le pareti. Il non credente che si convertiva al cristianesimo, secondo una documentata tradizione, doveva scalare "ginocchioni", in atto di penitenza, i suoi sette gradini, per poi ricevere il sacramento del Battesimo. Sul sagrato esterno una lapide ricorda che qui venivano sepolti i bambini non battezzati.


Reportage Sicilia


Bar Vitelli

Nel 1971 Francis Ford Coppola ha scelto Savoca per girare alcune scene del celebre film "Il Padrino", con la colonna sonora che Nino Rota compose ispirandosi a questi luoghi. Grazie al film, celebre in tutto il mondo, Savoca balzò agli onori del grande schermo con la presenza in paese di attori famosi quali Al Pacino, Simonetta Stefanelli, etc. La troupe cinematografica rimase a Savoca per diverse settimane immortalando i suoi angoli più suggestivi. Principalmente le scene sono state girate nella chiesa di S.Lucia (dove si celebrano le nozze tra Michael Corleone e Apollonia) e nel Bar Vitelli, che è stato oggetto di diverse scene e che oggi espone al suo interno numerose testimonianze, anche fotografiche, della lavorazione del film. Un piccolo museo che vale la pena di visitare.

Reportage Sicilia



Via Crucis

Risale al XV secolo ma fu restaurata dai Gesuiti nell'anno 1735.
Il "percorso" inizia dal Convento dei Cappuccini e si snoda per le vie del centro storico fino a giungere sulla sommità del monte Calvario dove si trova ubicata la chiesa dedicata alla "Beata Vergine dei sette dolori e della Santa Croce". Caratteristiche della via crucis sono "le stazioni", parzialmente scavate nella roccia. L’intero percorso e la Chiesa sono state di recente oggetto di un restauro totale. Il percorso, particolarmente suggestivo, è annualmente teatro della rappresentazione vivente della “Passione di Cristo”.

Voglia di mare


Un gazebo sul mare

martedì 6 luglio 2010

Reportage Sicilia Isole Eolie


Le Isole Eolie, dette anche Isole Lipari, sono un arcipelago di origine vulcanica, situato nel Mar Tirreno, a Nord della costa sicula. Comprendono ben due vulcani attivi, Stromboli e Vulcano, oltre a vari fenomeni di vulcanismo secondario.
Esse formano un arcipelago costituito da sette isole vere e proprie, cui si aggiungono isolotti e scogli affioranti dal mare. Le 7 isole sono disposte a forma di Y in orizzontale, al largo della Sicilia settentrionale, di fronte alla costa tirrenica messinese. Sono perciò visibili da gran parte della costiera tirrenica della Sicilia quando la visibilità è ottima e non è presente foschia.
L'arcipelago è composto dalle seguenti isole:
Alicudi
Filicudi
Lipari
Panarea con gli isolotti basaltici di Basiluzzo, Dattilo, Lisca Bianca e Lisca Nera.
Salina
Stromboli (con il vicino scoglio di Strombolicchio)
Vulcano
Amministrativamente compreso nella Provincia di Messina, l'arcipelago è suddiviso fra i comuni di Leni, Malfa, Santa Marina Salina, situati sull'isola di Salina, e Lipari, che si estende sulle restanti isole. Destinazione turistica sempre più popolare, le isole attraggono fino a 200.000 visitatori annuali.
Nell'anno 2000 le Eolie sono state nominate patrimonio dell'umanità dall'UNESCO per i fenomeni vulcanici.
Le isole prendono nome dal dio Eolo, re dei venti. Secondo la mitologia greca, Eolo riparò su queste isole e diede loro nome, grazie alla sua fama di domatore dei venti. Viveva a Lipari, e riusciva a prevedere le condizioni del tempo osservando la forma delle nubi sbuffate da un vulcano attivo, probabilmente lo Stromboli. Grazie a questa abilità, determinante per gli isolani che erano in gran parte pescatori e necessitavano di conoscere gli eventi meteorologici che sarebbero avvenuti, Eolo si guadagnò grande popolarità nell'arcipelago, e secondo una teoria, fu da questi fatti che un semplice principe greco, abile nel prevedere il tempo dalle nubi, alimentò il mito del dio Eolo in grado invece di controllarle.

Il nome di isole Lipari viene invece dal re Liparo, successore di Eolo. Secondo Plinio, venivano queste isole chiamate, dai greci Efestiadi (Hephaestiades, Ἡφαιστιάδες) e perciò, dai romani, assieme a Aeoliae e Lipari, Volcaniae (Plin. III, 92).

Reportage Sicilia Isole Eolie

Isola di Lipari

In posizione centrale, è l'isola maggiore dell'arcipelago delle Eolie: 38 chilometri quadrati di superficie; 594 metri d'elevazione nel monte Sant'Angelo; il centro marittimo principale, sulla costa orientale. La presenza umana vi è documentata già quattro millenni avanti Cristo, quando la sua ricchezza era nei depositi di ossidiana, una pietra vulcanica di consistenza vetrosa adatta a lavorare strumenti da taglio. Un altro materiale eruttivo, la pomice, ha alimentato le industrie più recenti, fino alla recente fortuna turistica dell'isola. Il centro abitato concentra le testimonianze storiche più significative sul promontorio del Castello, che separa le insenature delle due marine: qui si trova infatti la zona archelogica, con l'annesso museo, dove la cultura eoliana è documentata dal Neolitico all'età romana imperiale, con numerosi reperti di recupero marino. Quanto all'isola, che già nell'antichità era nota per la sua ricchezza, l'ambiente è ancora caratterizzato dalla diffusa presenza del vigneto, che dà un vino celebre, la Malvasia delle Lipari, titolare di specifica Doc. Un anello stradale consente di raggiungere le località di Canneto, località balneare con una spiaggia di nera sabbia vulcanica, e Acquacalda, al centro della zona estrattiva della pomice; una deviazione raggiunge le antiche Terme di S. Calogero.

Reportage Sicilia Isole Eolie



La Mummia


La sedia del Papa



I faraglioni

Reportage Sicilia Isole Eolie











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