Giancarlo e Katia Sposi

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venerdì 30 marzo 2018

Venerdì Santo


Silenziu,
passa la matri addulurata,
cerca lu figliu amatu
ca si purtaru ccu na vasata.
Silenziu,
tra li vaneddi di lu paisi,
c'è Giuvanni c'accumpagna,
cercannu Cristu ntutti li chiesi.
Silenziu,
si senti lu chiantu,
si chiusiru li porti
a la matri du cori affrantu.
Silenziu,
na spata nnu cori
e u fazzulettu nmanu
ppi salutari lu figliu ca mori.
Silenziu,
 la genti ccu rispettu
accumpagna Addulurata
battiennusi lu piettu.
Silenziu di duluri.
lacrimi d'amuri

 

martedì 27 marzo 2018

Mostra Fotografica di Maurizio Anselmo


Nell'ambito delle manifestazioni per la rappresentazione della settimana Santa, si è inaugurata una mostra fotografica del nostro amico Maurizio Anselmo, consigliere nazionale della U.I.F. (Unione Italiana Fotoamatori). La mostra, presentata dal segretario provinciale della U.I.F. Domenico Pecoraro, si intitola "Via Crucis" e ripercorre la passione di Nostro Signore, rappresentata da vari figuranti scelti tra la gente per le tradizionali rappresentazioni religiose del quartiere popolare dell'Albergheria. Numerose persone che sfilano in un silenzio religioso in costumi riprodotti fedelmente e consolidati nel tempo. Le foto esposte nella Sala Di Cristina a Palermo si possono visitare fino al 7 Aprile 2018. Complimenti all'autore per questa sua realizzazione piena di intensa emozione, che cade in un periodo particolare di religiosa preghiera, in avvicinamento alla Pasqua di Resurrezione.

L'inaugurazione della mostra






A sx l'autore Anselmo e D.co Pecoraro


venerdì 16 marzo 2018

giovedì 8 marzo 2018

8 Marzo festa delle DONNE

Foto dal web
Per l'otto marzo lasciamo stare le mimose sulle piante, 
a vivere e fiorire.
ALLE DONNE
regaliamo ogni giorno un fiore che non appassisce mai,
che ha tre petali che si chiamano
TENEREZZA
RISPETTO E
AMORE
A. Degas

domenica 18 febbraio 2018

I maestri a passeggio


I maestri della fotografia V. Montalbano e G. Torresani a Palermo prima di un workshop.

mercoledì 14 febbraio 2018

La stanza blu








Una stanza blu per un momento di relax contro il rosso fuoco di S.Valentino

sabato 3 febbraio 2018

Castello a mare


Nella vasta zona archeologica nei pressi della Cala, nel quartiere la Loggia, si trova la fortezza del Castello a Mare, edificato in epoca araba intorno al IX secolo, per il controllo e la difesa del porto di Palermo. La tradizione storica dice che sorgesse su fondamenta islamiche, l'area che versava in totale abbandono, portò con dei recenti scavi archeologici, a testimonianze della costruzione in epoca normanna, all'origine era costituito da un "Mastio" turriforme (Torre Mastra) ed un immenso quadrilatero con dei fossati profondi ancora visibili. C'erano due chiese , una aderente alla Cala riedificata su una probabile preesistenza antica  (moschea) dedicata a S. Giovanni Battista, l'altra che era rivolta verso la città S. Pietro la Bagnara sempre del periodo normanno. Residenza preferita dall'Imperatore Federico II, fu successivamente sede del tribunale della Santa Inquisizione spagnola introdotta in Sicilia da Ferdinando d'Aragona nel 1487, con anguste prigioni sotterranee. Il Castello a Mare nel corso dei secoli è stato protagonista di dure battaglie, cosi che da distruzione e ricostruzione fino al 1922, quando su disposizione del governo fascista vennero demolite alcune parti per sistemare le nuove attrezzature portuali. Dal 2006 l'intera area fu interessata da scavi archeologici che hanno permesso di liberare l'area, riportando alla luce gran parte delle strutture originarie, oltre  una vasta necropoli di età musulmana.
 


 
 

Tempietto



La Tonnara





venerdì 2 febbraio 2018

sabato 27 gennaio 2018

27 Gennaio 2018 giorno della memoria

Foto dal web
Foto dal web

MAI PIU'
una vergona simile

domenica 21 gennaio 2018

Personale Fotografica di Nino Giaramidaro

Un boato inaudito, quasi materia che veniva da dentro la terra, e poi il vacillare sussultorio, forse ondulatorio, probabilmente tutte e due le rabbiose onde, che si accaniscono sempre sulla povertà, su popolazioni che vivono della terra, dove scienza e tecnologia non vogliono arrivare perchè lì circolano solo zappe aratri mule tetti di canne botteghe con il "libretto" della "credenza": tutta roba al di fuori della new economy.
Sono passati cinquant'anni.
La gente affollava i margini della strada, al buio combattuto con incerti falò. Sgomenta. Lettini e sedie lungo le curve, a ridosso di ramaglie che uscivano da contrafforti di pietra a secco, sotto fichidindia senza cura, masserizie sulle spalle, bambini che piangevano, i piedi infangati, andavano tutti verso la paura con il dolore appollaiato sulle coppole e sugli scialli.
Erano le quattro del mattino nel buio di quel lunedì lungo la statale 119, da Santa Ninfa a Gibellina e poi, curvando a destra, sulla Provinciale verso Poggioreale e Salaparuta, ancora più giù l'agrigentina Montevago. In quella grande falce di paesi del Belice c'era stato l'epicentro, sinonimo elegante e docile della distruzione. Quando il giorno si fece largo fra le pesanti nuvole, apparve Gibellina rasa al suolo. Il bombardamento di Dresda, la bomba di Enola Gay su Hiroshima. Poi Poggioreale, Salaparuta e Montevago dove sulla piazza era rimasta in piedi solo l'insegna di un distributore della Total. Notti all'addiaccio, vagoni ferroviari pieni di deportati, le tende nel fango, la paura delle malattie, le baracche - anni e anni di vita dentro rettangoli di faesite - una punizione da rappresaglia per circa centomila della Sicilia sconosciuta. Una vergogna piena di bugie, sotterfugi, violenza, patimenti e speranze perdute. Queste fotografie sono tentativi di ricordare quei giorni mesi e anni nel Belice ferito, umiliato e ingannato ma, per fortuna, non vinto.

Palermo, 15 .01.2018   (Nino Giaramidaro) 

Si è inaugurata venerdi 19 gennaio una personale fotografica di Nino Giaramidaro, firma illustre del Giornale di Sicilia e fotografo professionista, che all'epoca dei fatti era inviato sui luoghi del terremoto per conto del giornale l'Ora di Palermo a documentare il disastro. Un reportage unico e irrepetibile, mirato sul dramma delle persone, un bagaglio fotografico ricco di umanità da tramandare alle future generazioni per non dimenticare cosa è stato il terremoto nella valle del Belice, e per come è finito.







La mostra visitabile presso la Libreria del Mare di Maurizio Albanese in via Cala 50 a Palermo, dal 19 al 25 gennaio, è stata presentata dal dottor Aurelio Pes, ex funzionario dei Beni Culturali della Regione Siciliana.

L'autore Nino Giaramidaro



Il dottor Aurelio Pes che presenta la mostra

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