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| Foto Ansa dal web |
Il luogo della strage di via d'Amelio di Paolo Boesellino e gli agenti della sua scorta Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina e Agostino Catalano.
Fotografie ed arte in generale
Tra le tante iniziative in programma, per ricordare la memoria del caro Antonino Giordano, maestro della fotografia, scomparso a febbraio di quest’anno a 87 anni, la prima circoscrizione del Comune di Palermo, nella figura del vicepresidente Antonio Nicolao, ha promosso l’iniziativa di dedicare la via dove abitava, al maestro.
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| La via dedicata al maestro | |
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| La figlia Giusi il sindaco di Palermo e la moglie Maria Pia | |
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| Il sindaco e il figlio Gianni Giordano |
E così il 16 Aprile alla presenza del sindaco prof. Leoluca Orlando, è stata scoperta la nuova targa toponomastica di via Giovanni Di Cristina, dedicata a Nino Giordano, animatore culturale e sociale dell’albergheria che tanto ha dato al quartiere con proprie iniziative sociali e culturali. Il sindaco ha aggiunto (…) che ora passando per questa via ci ricorderemo di lui, che ha dato tanto alla città (…) oltre ad un patrimonio fotografico e artistico immenso da poter riempire un museo per i temi affrontati, fotografati e l’amore per la città con le sue bellezze artistiche. Presente anche il vice sindaco Fabio Giambrone che ha ribadito il giusto riconoscimento ad una persona straordinaria, un modo per conservare la memoria culturale del quartiere dell’Albergheria con le sue opere. La famiglia Giordano in questa occasione ha comunicato le prossime iniziative per ricordare la memoria del proprio caro, con alcune mostre permanenti. E puntualmente il 30 aprile si è inaugurata presso la chiesa di San Giovanni Decollato a cura dell’Associazione Culturale “Parco del Sole” la Mostra Fotografica Permanete dal titolo “I giochi della solitudine” un tema tanto caro al maestro, che documenta i giochi dei bambini di strada con la loro inventiva in un’epoca difficile per la città, ma soprattutto per il quartiere dell’Albergheria negli anni ’80, dove sono state riprese la maggior parte delle scene. Bimbi che si inventano per esempio il gioco con la scopa che diventa un cavallo, spade di legno per combattere, il gioco della campana, il classico aquilone costruito con mezzi di fortuna, o semplicemente il falò della spazzatura bruciata o del copertone, che diventa oggetto di rivalsa nei confronti della società. Documentazione fotografica che il maestro, con la collaborazione della moglie Maria Pia Coniglio, impegnata nel centro sociale del quartiere di allora, diventò una interessante pubblicazione che l’Associazione “Il Fotogramma” di Palermo nel 2005 ne fece un libro, con l’introduzione del professor Francesco Carbone, testi di Maria Pia Coniglio e la presentazione di Padre Cosimo Scordato, un prete artefice instancabile per il quartiere.
La mostra permanente voluta dal Presidente dell’Associazione Culturale Parco del Sole il dott. Massimo Messina, è stata presentata dal consigliere nazionale della U.I.F. Giusi Rosato, ruolo che Nino Giordano ricoprì per molti anni, oltre alla carica di segretario Regionale della Sicilia U.I.F. per ben trent’anni consecutivi, e di Responsabile Nazionale dei Congressi. Nel corso della manifestazione, la pianista Claudia Costanzo, ha intervallato alcuni brani che hanno stemperato il clima di commozione che si era creato con il ricordo dei presenti.
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| Il presidente Massimo Messina e la pianista Claudia Costanzo |
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| La figlia Giusi Giordano |
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| La moglie Maria Pia Coniglio |
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| Il cosigliere UIF Giusi Rosato |
Molti i soci e amici, intervenuti alla inaugurazione, che con il loro caloroso affetto e vicinanza alla famiglia hanno dimostrato quanto Nino era voluto bene da tutti, sempre pronto ad aiutare gli altri con consigli pratici e sostegno morale.
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| Il presidente dell'Associazione Massimo Messina |
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| La pianista Claudia Costanzo |
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| Il segretario provinciale della UIF Maurizio Anselmo |
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| Padre Cosimo Scordato |
Instancabile trascinatore nell’organizzare eventi, mostre personali (solo le sue oltre 470), collettive, escursioni fotografiche nei posti incantevoli della nostra bella isola, facendoci conoscere posti che da soli non avremmo mai visto e grazie anche alla sapiente pazienza organizzativa della moglie Maria Pia; corsi fotografici per i giovani, fu lui a creare il gruppo giovani fotografi alla UIF, numerosi reportage, libri fotografici, come il ricordo del terremoto del Belice nel ’68 e le vittime della mafia e tante altre iniziative. Insomma un’icona della fotografia per passione e iniziative socio culturali, che hanno fatto di lui “la fotografia”. Grazie Maestro per tutto quello che hai fatto per noi.
| Il maestro Nino Giordano |
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| Foto dal web |
E' morta a 87 anni Letizia Battaglia, malata ormai da tempo non ha smesso mai di fotografare. Famosi i suoi scatti in bianco e nero quando giovane cronista del giornale l'Ora di Palermo, fu definita la "Fotografa che fotografò la mafia". Il 6 gennaio del 1980, fu la prima fotoreporter a giungere sul luogo dell'assassino in via Libertà del Presidente della Regione Pier santi Mattarella, famoso lo scatto che ritrare Sergio Mattarella oggi Presidente della Repubblica che tiene in braccio soccorrendo il fratello dopo l'attentato. Scatto famoso, come quello della bambina con il pallone nel quartiere della cala. Foto che è stata messa nella camera ardente del palazzo delle Aquile sede del comune di Palermo insieme ad un rullino e un tappo di obbiettivo. Fondò una agenzia di informazione fotografica frequentata da Jodef Kudelca, Ferdinando Scianna e fotografi siciliani tra cui la figlia, che riceve in eredità un pesante fardello da portare avanti. Fu protagonista di molti scatti unici e importanti per il suo tempo, raccontando vari inchieste scomode nel territorio di Palermo. Direttrice di un centro ai Cantieri Culturali della Zisa che oggi sarà intitolato a lei. Ricordata dall'amministrazione di Palermo dove si sono svolti i funerali in forma laica, sarà cremata e le sue ceneri sparsi a mare per il suo volere.
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| Foto dal Web |
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| Foto dal web |
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| La camera ardente foto di S.re Clemente |
A seguire un link con un articolo di un mio amico giornalista del giornale l'Ora, Franco Verruso che è stato collega di Letizia. A precisare una domanda che mi fanno e mi faranno sempre: " ma è tua parente?" La risposta è no e non ho mai approfondito l'argomento, chissà!
https://www.giornalelora.it/un-ricordo-di-letizia-battaglia/